febbraio 7, 2017 9:00 am

Per biocompatibilità intendiamo l’essere in sintonia con i tessuti biologici circostanti ovvero la capacità di un materiale di indurre una appropriata risposta biologica in una specifica applicazione. Ciò implica una interazione tra l’ambiente ospite (il paziente), il materiale e la funzione che deve svolgere il materiale stesso.
Per concludere la biocompatibilità non è una proprietà intrinseca del materiale ma una caratteristica del materiale stesso che interagisce con l’ambiente ospite per una specifica funzione.
Gli impianti dentali in titanio, ad esempio, ne rappresentano un chiarissimo esempio, infatti grazie alle proprietà del titanio gli impianti, se correttamente posizionati, possono “osteointegrarsi” ovvero entrare in intima unione con l’osso circostante.
Gli altri materiali protesici comunemente utilizzati sono:
– ZIRCONIA;
– LEGHE PER METALLO/CERAMICA;
– RESINE PER PROTESI TOTALI;
– RESINE E CEMENTI COMPOSITI.
Cos’è la zirconia?
La zirconia (ossido di zirconio) è un ossido ceramico che si presenta come polvere bianca. Dopo lavorazione industriale e sinterizzazione in forni dedicati raggiunge elevate proprietà meccaniche che ne permettono l’utilizzo in odontoiatria per la realizzazione di sottostrutture protesiche o per la realizzazione di restauri interamente in zirconia. Ove indicata, sostituisce completamente l’utilizzo di leghe metalliche. La zirconia utilizzata in odontoiatria è stabilizzata con ittrio che ne conferisce una elevatissima stabilità chimica (Y-TZP).
La zirconia è biocompatibile?
Come tutti i materiali ceramici la zirconia è un materiale biocompatibile. Il fenomeno dell’invecchiamento della zirconia non è legato alla biocompatibilità o alla corrosione del materiale, ma al deterioramento che può verificarsi dopo molti anni in ambiente acquoso. Questo fenomeno tuttavia non è stato ad oggi riscontrato in odontoiatria perché la zirconia utilizzata è stabile nella forma cristallina tetragonale grazie all’utilizzo di stabilizzanti. I dati clinici nel medio breve-periodo ne confermano la stabilità.
Come possono i pazienti valutare la qualità dei materiali delle proprie ricostruzioni protesiche?
Lʼodontotecnica italiana si pone come eccellenza riconosciuta a livello internazionale, questo grazie al interpretazione del nostro stile e della nostra cultura .
Benché le attuali tecniche di costruzione protesiche si avvalgano di modernissime tecnologie computer assistite, il processo produttivo nella maggioranza dei laboratori italiani rimane ancora di tipo artigianale, garantendo lʼindividualità e lʼunicità di ogni singolo manufatto, ottenendo così risultati funzionali ed estetici ottimali con la piena soddisfazione dei pazienti.
Un punto importante per poter ottenere protesi di qualità consiste nellʼutilizzo di materiali selezionati e certificati. Lʼodontotecnico italiano in qualità di produttore é obbligato a garantire che la protesi eseguita sia conforme alle leggi vigenti, deve dimostrare di attenersi a tali direttive ( 93/42 CEE ) redigendo documentazione certificata per ogni singola produzione. La direttiva EU 93/42 CEE entrata in vigore nel 1997 regolamenta lʼimmissione in commercio e la messa in servizio nel territorio comunitario, di dispositivi medici (protesi) eseguiti esclusivamente con materiali recanti marcatura CE.

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